martedì 07 aprile 2020
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Come si serve
A chi il sommelier versa il vino per primo al ristorante dopo la stappatura?
A. A chi ha ordinato il vino
B. Alla signora più anziana
C. Al signore più anziano
D. A se stesso, per garantire che sia esente da difetti

Oltre 300 schede dei principali vitigni autoctoni italiani divisi per regione di origine.

Approfondimenti di varie tematiche e il glossario con la spiegazione dei termini di maggiore uso nel mondo del vino.

VIP, degustazione itinerante di vini autoctoni italiani, è un progetto di valorizzazione del territorio rivolto ad appassionati e operatori del settore.

Il Banco d’Assaggio è un incontro di approfondimento tematico, nel quale, con il commento di un esperto, vengono degustati vari vini autoctoni in abbinamento al cibo.

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Pelaverga Piccolo
Etimologia.
Per quanto riguarda l’origine del nome Pelaverga, ne esiste una popolare, che dice trattasi di un vino afrodisiaco per il suo nome allusivo ed una seconda più plausibile di “pelare la verga” inteso come strappare le foglie ad un ramoscello, pratica utilizzata per esporre le uve al sole, favorendone la maturazione.
Origini.
Vitigno dall’origine oscura, originariamente coltivato come uva da tavola, il Pelaverga piccolo è presente nelle Langhe, più precisamente nel comune di Verduno (Cuneo), da tempo immemorabile.
Non è da confondersi con il Pelaverga di Saluzzo, coltivata nel Comune omonimo.
Diffusione.
Attualmente si trova coltivato esclusivamente nella zona di Verduno, fra Alba e Barolo.
Ambiente.
Le Langhe, cui appartiene la zona di Verduno, comprendono in particolare la zona del Barolo a sud di Alba, la zona del Barbaresco a est di Alba, quelle più meridionali, verso Cuneo, del Dolcetto di Dogliani e del Dolcetto delle Langhe Monregalesi, quelle più orientali, verso il Monferrato, dei citati Moscati.
I terreni sono prevalentemente costituiti da marne calcaree con variazioni di composizione che danno connotati salienti ai diversi vini nelle diverse posizioni.
Storia.
Le Langhe, che devono, secondo alcuni studiosi, il loro nome alla forma delle colline simili a lingue appuntite in sommità, sono note fin dall’epoca romana.
Oltre 300 schede dei principali vitigni autoctoni italiani divisi per regione di origine.
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Piemonte
Arneis
Avanà n.
Barbera d'Avi n.
Barbera n.
Barbrassa n.
Becouet n.
Blanchet b.
Bonarda Piemontese n.
Brachetto n.
Brunetta di Rivoli n.
Cortese
Dolcetto n.
Doux D'Henry n.
Erbaluce di Caluso
Favorita b.
Freisa
Gamba di Pernice
Grignolino
Grisa Nera n.
Grisa Roussa rs.
Malvasia di Casorzo
Malvasia di Schierano n.
Moscato Bianco b.
Nascetta b.
Nebbiolo n.
Neretto n.
Pelaverga Piccolo
Plassa n.
Quagliano n.
Rastajola n.
Ruché
Timorasso
Uva Rara n.
Uvalino n.
 
 
Le immagini dei vitigni sono tratte da "Vitigni d'Italia" edito da Calderini Edagricole, 2001.

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