mercoledì 13 dicembre 2017
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Come si compra
Quale delle seguenti affermazioni sul grado alcolico di un vino NON è corretta?
A. Viene espressa in % sul volume complessivo
B. La % indica i millilitri di alcol presenti in 100 millilitri di prodotto
C. Per i vini a Denominazione di Origine i valori minimi del grado alcolico sono stabiliti dai rispettivi disciplinari
D. Può non comparire in etichetta

Oltre 300 schede dei principali vitigni autoctoni italiani divisi per regione di origine.

Approfondimenti di varie tematiche e il glossario con la spiegazione dei termini di maggiore uso nel mondo del vino.

VIP, degustazione itinerante di vini autoctoni italiani, è un progetto di valorizzazione del territorio rivolto ad appassionati e operatori del settore.

Il Banco d’Assaggio è un incontro di approfondimento tematico, nel quale, con il commento di un esperto, vengono degustati vari vini autoctoni in abbinamento al cibo.

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Monica n.
Etimologia.
Il nome per alcuni sembra derivare dal fatto di essere stato portato in Sardegna da monaci camaldolesi, per altri invece deriva dalla corruzione di “uva mora”. Altri appellativi sono Munica, Monaca, Miedda, Pascale, Pascali.
Origini.
Forse introdotta dalla Spagna durante la dominazione aragonese col nome di Morillo o Uva mora, è sicuramente uno dei vitigni sardi più antichi dell’isola. Una teoria accreditata fa retrocedere l’ingresso di questo vitigno nell’isola all’XI secolo, ad opera di monaci che utilizzavano le uve per le funzioni sacre e per cibarsene.
Diffusione.
È coltivata in diverse aree della Sardegna, dalla provincia di Sassari al Cagliaritano.
Ambiente.
La maggior parte dei vigneti in Sardegna si addensano nella fascia litoranea, occupando la pianura e le basse colline. Un po’ più rare sono le coltivazioni all’interno, se si eccettua l’estesa area del Campidano, la piana che da Cagliari si allunga verso Oristano.
Storia.
Furono prima i Fenici, poi i Greci a sviluppare la coltivazione della vite nell’isola, mentre i Romani preferirono a questa la coltivazione di cereali. Solo molti secoli più tardi, nel XIII e XIV secolo, la viticoltura torna in auge. È del 1392 la Carta de Logu, con cui si impone l’impianto di nuove vigne nei terreni incolti.
Oltre 300 schede dei principali vitigni autoctoni italiani divisi per regione di origine.
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Sardegna
Albaranzeuli b.
Arvesiniadu b.
Bovale n.
Caddiu n.
Cagnulari
Cannonau n.
Caricagiola r.
Carignano n.
Girò n.
Malvasia di Sardegna b.
Monica n.
Nasco b.
Nieddera
Nieddu n.
Nuragus b.
Pascale n.
Retagliado b.
Torbato b.
Vermentino b.
Vernaccia di Oristano b.
 
 
Le immagini dei vitigni sono tratte da "Vitigni d'Italia" edito da Calderini Edagricole, 2001.

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