mercoledì 19 settembre 2018
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Come si serve
Cosa si fa con il tappo dopo averlo estratto dalla bottiglia?
A. Lo si mette da parte e si versa il vino
B. Lo si annusa dopo averlo tolto dal cavatappi
C. Lo si annusa prima di toglierlo dal cavatappi
D. Si pulisce l’orlo della bottiglia da eventuali residui di sughero

Oltre 300 schede dei principali vitigni autoctoni italiani divisi per regione di origine.

Approfondimenti di varie tematiche e il glossario con la spiegazione dei termini di maggiore uso nel mondo del vino.

VIP, degustazione itinerante di vini autoctoni italiani, è un progetto di valorizzazione del territorio rivolto ad appassionati e operatori del settore.

Il Banco d’Assaggio è un incontro di approfondimento tematico, nel quale, con il commento di un esperto, vengono degustati vari vini autoctoni in abbinamento al cibo.

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Moscato Giallo b.
Etimologia.
È conosciuto anche come Moscatel, Moscat, o Moscatello, oppure come Moscato Sirio e della Siria. A Padova è chiamato Fior d’Arancio, mentre a Bolzano prende il nome tedesco di Goldenmuskateller.
Origini.
Costituisce una delle tre varietà della famiglia dell’uva Moscato (bianco, giallo e di Alessandria o zibibbo), ma ha caratteristiche peculiari, per esempio l’origine, non greca come gli altri, bensì medio-orientale.
Diffusione.
Viene coltivato in Trentino Alto Adige, dove compare nelle Doc Trentino e Alto Adige in versione secca, dolce e passita. Nel Veneto è presente sui Colli Euganei nella Doc Colli Euganei Fior d’Arancio in versione spumante.
Ambiente.
Definito da Cesare Battisti “il più bel giardino vitato d’Europa”, il Trentino richiama la sua vocazione vinicola perfino nel profilo dei confini, a forma di foglia di vite. È infatti una regione in cui i vigneti, allevati secondo il sistema della pergola trentina, trovano terreni e soprattutto un clima particolarmente favorevole.
Storia.
La viticoltura è attiva in questa regione dall’epoca dei primi contatti con gli Etruschi e poi con i Romani. Nel Medioevo furono soprattutto i conventi di monaci a sostenere questa coltivazione, tanto che, a partire dal 720, i più noti monasteri di Svevia e Baviera acquistarono vasti appezzamenti di vigneti per assicurarsi regolari forniture di vino, possesso che mantennero per secoli, fino alle espropriazioni napoleoniche.
Oltre 300 schede dei principali vitigni autoctoni italiani divisi per regione di origine.
Scegli la regione.
Trentino Alto Adige
Casetta n.
Cenerente n.
Enantio
Lagrein n.
Marzemino
Montagna b.
Moscato Giallo b.
Moscato Rosa n.
Negrara n.
Nera dei Baisi n.
Nosiola b.
Pavana n.
Peverella b.
Rossara Trentina n.
Schiava Gentile n.
Schiava Grigia n.
Schiava Grossa n.
Teroldego n.
Turca n.
Verdealbara
Vernazzola b.
 
 
Le immagini dei vitigni sono tratte da "Vitigni d'Italia" edito da Calderini Edagricole, 2001.

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