lunedě 26 ottobre 2020
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Analisi sensoriale
Nella valutazione del colore di un vino si osservano diversi aspetti. Quale di questi parametri non viene considerato?
A. VivacitĂ 
B. Persistenza
C. IntensitĂ 
D. TonalitĂ 

Oltre 300 schede dei principali vitigni autoctoni italiani divisi per regione di origine.

Approfondimenti di varie tematiche e il glossario con la spiegazione dei termini di maggiore uso nel mondo del vino.

VIP, degustazione itinerante di vini autoctoni italiani, è un progetto di valorizzazione del territorio rivolto ad appassionati e operatori del settore.

Il Banco d’Assaggio è un incontro di approfondimento tematico, nel quale, con il commento di un esperto, vengono degustati vari vini autoctoni in abbinamento al cibo.

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Asprinio
Etimologia.
Il nome Asprinio, come è facile supporre, deriva dalla tipica acidità del vitigno, presente anche nella uve pienamente mature.
Origini.
Sulle origini dell’Asprinio si sono formulate diverse ipotesi: secondo alcuni esso deriva dal vitigno Greco, mentre secondo altri la sua origine sarebbe da cercare nella domesticazione di viti selvatiche da parte degli etruschi che vivevano nell’enclave di Capua.
Diffusione.
L’Asprinio è diffuso in Campania in provincia di Caserta e Napoli.
Ambiente.
La Zona dei Campi Flegrei, in piena provincia di Napoli, è caratterizzata dalla maggiore variabilità ambientale della Regione. La fascia costiera e le isole del golfo di Napoli sono caratterizzate dalla nera, fertile terra vulcanica oppure da strutture rocciose' come nel Sorrentino e a Capri, dove le vigne sono disposte su terrazzamenti.
Storia.
La viticoltura campana ha origini lontanissime. GiĂ  poeti come Orazio e Virgilio lodavano i vini che qui si producevano, distinguendoli secondo provenienza, sapore e corpo.
Oltre al Piedirosso, in queste zone si è sempre coltivato il vitigno Asprinio, tutelato oggi come bene ambientale.
Oltre 300 schede dei principali vitigni autoctoni italiani divisi per regione di origine.
Scegli la regione.
Campania
Aglianico n.
Asprinio
Biancolella b.
Cacamosca b.
Caprettone b.
Casavecchia n.
Catalanesca b.
Cavalla b.
Coda di Pecora b.
Coda di Volpe b.
Falanghina b.
Fenile b.
Fiano b.
Forastera b.
Ginestra b.
Greco di Tufo b.
Guarnaccia n.
Olivella nera n.
Pallagrello b.
Pallagrello n.
Pepella b.
Piedirosso n.
Ripolo b.
Sanginella bianca b.
Sirica n.
Suppezza n.
Uva per colore n.
 
 
Le immagini dei vitigni sono tratte da "Vitigni d'Italia" edito da Calderini Edagricole, 2001.

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