martedì 11 agosto 2020
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Come si beve
Nell’analisi visiva di un vino quale operazione non deve essere fatta?
A. Osservare il vino tenendo il braccio teso in avanti
B. Osservare il vino in controluce
C. Inclinare il bicchiere di 45°
D. Far ruotare il vino nel bicchiere

Oltre 300 schede dei principali vitigni autoctoni italiani divisi per regione di origine.

Approfondimenti di varie tematiche e il glossario con la spiegazione dei termini di maggiore uso nel mondo del vino.

VIP, degustazione itinerante di vini autoctoni italiani, è un progetto di valorizzazione del territorio rivolto ad appassionati e operatori del settore.

Il Banco d’Assaggio è un incontro di approfondimento tematico, nel quale, con il commento di un esperto, vengono degustati vari vini autoctoni in abbinamento al cibo.

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Bonarda Piemontese n.
Etimologia.
L’etimologia sembra derivare dall’aggettivo “buono”.
Origini.
È un antico vitigno piemontese, da non confondersi con il soprannome di Bonarda dato nell’Oltrepo’ Pavese lombardo alla varietà Croatina. Il primo utilizzo del nome fu impiegato nel 1799 dal Conte Nuvolone, vicedirettore della Società Agraria di Torino, per indicare un vitigno delle colline torinesi. Più tardi invece viene descritto tra i vigneti dell’Alessandrino.
Diffusione.
In Piemonte questo vitigno è particolarmente diffuso sulle colline della provincia di Torino e di Asti.
Ambiente.
Oltre il 90 per cento dei vigneti piemontesi sono ubicati in collina. La scelta dei vitigni, per lo più a bacca rossa, il clima, il terreno, ma soprattutto le attente cure dell’uomo, hanno reso il Piemonte senza dubbio una delle regioni italiane di maggior spicco in campo enologico.
Storia.
In questa regione si è prodotto vino fin dall’antichità, e l’attività non è mai cessata nel corso dei secoli. Sopravvissuta durante le invasioni barbariche, la vitalità del settore vitivinicolo è sempre rimasta in auge, tanto che vengono citate molte città piemontesi come produttrici di ottimi vini. Anche il conte di Cavour, il noto politico Camillo Benso, trascorreva il tempo libero curando e migliorando le sue vigne.
Oltre 300 schede dei principali vitigni autoctoni italiani divisi per regione di origine.
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Piemonte
Arneis
Avanà n.
Barbera d'Avi n.
Barbera n.
Barbrassa n.
Becouet n.
Blanchet b.
Bonarda Piemontese n.
Brachetto n.
Brunetta di Rivoli n.
Cortese
Dolcetto n.
Doux D'Henry n.
Erbaluce di Caluso
Favorita b.
Freisa
Gamba di Pernice
Grignolino
Grisa Nera n.
Grisa Roussa rs.
Malvasia di Casorzo
Malvasia di Schierano n.
Moscato Bianco b.
Nascetta b.
Nebbiolo n.
Neretto n.
Pelaverga Piccolo
Plassa n.
Quagliano n.
Rastajola n.
Ruché
Timorasso
Uva Rara n.
Uvalino n.
 
 
Le immagini dei vitigni sono tratte da "Vitigni d'Italia" edito da Calderini Edagricole, 2001.

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